Qigong e Yoga: Qual è la differenza?

yoga meditation

Due pratiche antiche, due vie per tornare al corpo e alla presenza

Viviamo in un tempo in cui la ricerca del benessere è sempre più una priorità. Meditazione, yoga, respirazione consapevole, tai chi, Qigong… ma qual è la differenza tra tutte queste discipline? E soprattutto: che differenza c’è tra lo Yoga e il Qigong?

Sono entrambe pratiche che uniscono corpo e mente, che ci aiutano a rallentare e ritrovare equilibrio. Ma hanno origini diverse, filosofie diverse, e linguaggi energetici differenti.

Conoscerne le caratteristiche ti aiuta a scegliere quella che risuona di più con la tua fase di vita, il tuo corpo, il tuo bisogno presente.


Le origini: India e Cina, due tradizioni millenarie

Yoga nasce in India oltre 3000 anni fa, come via spirituale per l’unione tra corpo, mente e spirito. Deriva da “yuj”, che significa unione. Nella sua forma più antica, era una pratica meditativa e filosofica. Solo più tardi si è sviluppato anche l’aspetto fisico (asana), come preparazione alla meditazione.

Qigong, invece, nasce in Cina e si sviluppa tra medicina tradizionale, taoismo e arti marziali. È la “coltivazione del Qi” (energia vitale), attraverso il movimento consapevole, il respiro e l’intenzione. È meno conosciuto in Occidente, ma ha radici profonde in una visione della vita dove l’armonia con la natura è centrale.


La mia esperienza: da Ananda Yoga al Qigong coreano

Il mio percorso è iniziato nel 2013 con l’Ananda Yoga, una forma dolce e meditativa, centrata sull’energia interiore e sulle affermazioni. Da lì, nel 2017, ho seguito una formazione in Vinyasa Yoga negli Stati Uniti, approfondendo anche Chair Yoga e Yin Yoga. Una delle pratiche che mi ha toccato di più è stato il Restorative Yoga: fermarmi, ascoltarmi, lasciar andare.

Ma è stato nel 2019 che la mia strada ha fatto un salto profondo: ho incontrato i miei maestri coreani a Charlotte, NC, e con loro ho scoperto il TaiChi e il Qigong.

È stata una formazione intensa ma dolce, che mi ha riportata nel corpo in un momento in cui non lo sentivo più.
Ero nel pieno di un periodo difficile, segnato da una forte depressione, e quei movimenti lenti, ripetuti, gentili, mi hanno riportata alla vita.

Ho imparato a radicarmi, a “fare senza forzare”.
Con la disciplina, la respirazione consapevole e la meditazione in movimento, ho trasformato il mio modo di stare nel mondo.
La gratitudine è diventata parte delle mie giornate, e con essa la capacità di accettarmi, accettare gli altri, e vivere pienamente il qui e ora.


Il corpo in movimento: staticità vs fluidità

Una delle differenze più evidenti tra Yoga e Qigong è il tipo di movimento.

Yoga lavora con posture (asana) più statiche o strutturate. Spesso ci si mantiene in una posizione per alcuni respiri, sviluppando forza, flessibilità e concentrazione.

Qigong, invece, è una pratica fluida, circolare, continua. I movimenti ricordano una danza lenta, un gesto che segue il respiro. Non c’è tensione, né spinta. È il corpo che si lascia attraversare dal Qi.

In sintesi potremmo dire che:
Se lo Yoga lavora in generale sull’allineamento e la tenuta,
il Qigong sul flusso e il rilascio.


Il respiro: Pranayama vs Qi

Entrambe le pratiche pongono il respiro al centro, ma con approcci diversi.

Nello Yoga, si lavora con pranayama, tecniche di controllo del respiro, che possono essere energizzanti o calmanti. Il respiro è spesso guidato, strutturato, e usato per disciplinare la mente.

Nel Qigong, il respiro è naturale, morbido, silenzioso. È un mezzo per far scorrere il Qi, ma non viene forzato. È un respiro che accompagna, non che domina.

Nel mio caso, è stato proprio il respiro naturale del Qigong a insegnarmi la presenza nel gesto semplice: inspirare ed espirare senza fretta, lasciando che l’energia si muovesse da sé.


L’energia: Prana vs Qi

Sia lo Yoga che il Qigong si basano su un concetto di energia vitale:

  • Prana nello Yoga
  • Qi (o “Chi”) nel Qigong

Entrambi i termini indicano l’energia sottile che anima la vita, ma sono inseriti in contesti filosofici diversi.

🕉️ Il Prana fluisce nei nadi, i canali energetici del corpo sottile, tra chakra e centri energetici.
☯️ Il Qi scorre nei meridiani, seguendo il ritmo della natura e l’alternanza tra yin e yang.

Nel Qigong ho imparato che non serve forzare nulla: è coltivando il Qi con movimenti ripetitivi e intenzionali che si nutre il corpo, si calma la mente, e si apre il cuore.


Sforzo vs non-sforzo

Questa è forse la differenza più sottile e più potente.

  • Lo Yoga, soprattutto in versioni moderne come Vinyasa o Power Yoga, può essere intenso e strutturato.
  • Il Qigong è una pratica non-violenta, quasi terapeutica. Nessuna performance, nessuna tensione. Solo presenza, gentilezza e ripetizione.

Il concetto taoista di Wu Wei, “agire senza forzare”, è diventato uno dei miei mantra. È lì che ho trovato uno dei più grandi insegnamenti: fare meno, ma con più qualità, più amore, più ascolto.


Qual è la pratica giusta per te?

Dipende da te.

Se cerchi dolcezza, connessione col corpo e semplicità → Qigong
Se cerchi una pratica dinamica, energizzante, con una struttura → Yoga
Se vuoi lavorare in profondità e coltivare la tua energia giorno dopo giorno → Entrambe

Non si escludono, anzi.
Yoga e Qigong possono danzare insieme: uno porta struttura, l’altro flusso. Uno ti allunga, l’altro ti radica. Entrambi ti riportano a casa, dentro di te.


Trasformazione

Le pratiche orientali non sono solo esercizi fisici: sono strumenti di trasformazione.
Per me, lo sono state. E lo sono tuttora.

Ogni giorno, ogni respiro, ogni gesto può diventare uno spazio sacro di ritorno a sé.

“Il corpo non mente mai. Quando lo ascolti, ti guida dove hai bisogno di andare.”

yoga meditation

Lascia un commento