Un’italiana a Charlotte, North Carolina

Quando dici che ti trasferisci o che vivi all’estero, ovviamente la prima domanda e’:

“Bello, dove???”

“Charlotte, North Carolina”

“Ah… (attimo di pausa, perplesso) e dove sarebbe?”

Ecco, appunto. Fatemi quindi praticare Satya, la sincerita’, il primo dei principi dello yoga che invita ad essere veri ma rispettosi, raccontandovi di Charlotte, North Carolina! Questo ridente paesotto e’ situato a meta’ via tra New York e Miami, sulla Costa Est degli Stati Uniti. Che detto cosi’ acquista subito tono e importanza. In realta’ siamo lontani dal mare, a 12 ore dalla grande Mela e a circa 10 dalle spiagge di Baywatch… ma in America e’ cosi’, l’importante e’ dare un tocco “cool” a quello che dici e dire tutto e il contrario di tutto. Mi sembrava una caratteristica italiana quella di confondere le idee per vendere qualsiasi cosa, eppure gli americani ci battono! Regno del marketing, non me ne vogliamo gli amici charlottiani, io amo questo modo di rendere brillante e fantastico tutto quello che li circonda! Il pensiero positivo qua ha dimostrazione pratica a 360 gradi, il sogno americano secondo me e’ proprio questo: credici, e si realizzera’. Mi viene sempre in mente la frase “Vestiti per il lavoro che vorresti e non per quello che fai” perche’ questo e’ davvero il Paese in cui puoi realizzare quello che desideri, in cui se hai un’idea puoi svilupparla, e molto probabilmente qualcuno ci credera’! Non e’ tutto perfetto, anzi, le contraddizioni sono all’ordine del giorno, cosi’ come gli estremi. Ad esempio, Charlotte e’ una citta’ con oltre 2,4 milioni di  abitanti, eppure i pochi italiani che ci vivono riescono a ritrovarsi casualmente negli stessi posti …di solito a fare spesa o mangiare!! (Ma forse questa e’ una caratteristica italiana…?!) L’eta’ media e’ 34 anni e lo si capisce facilmente gironzolando per i quartieri piu’ in voga, dove abbondano bar e locali in cui mangiare, dal messicano al giapponese, passando da BBQ e pizzerie. I ristoranti italiani si contano sulla punta delle dita… quelli autentici in una mano…(sigh!) ma la citta’ e’ in pieno sviluppo e cresce a vista d’occhio!

Parlando dei dintorni, Charlotte e’ una green city, nel senso che c’e’ tanto verde, perche’ se parliamo di ambiente ho qualche dubbio… Ero abituata a fare la raccolta differenziata quasi come un secondo lavoro… ed ecco che qua fai un bel sacchettone rigorosamente di plastica (tanto al supermercato per una spesa media otterrai circa 10/15 buste, la cassiera tutt’ora mi guarda sospettosa quando esibisco la mia borsina di stoffa!) e lanci tutto nel cassone perche’ va tutto nel compattatore… e io continuo testarda a dividere scatole e involucri, ignorando il camion sotto casa la mattina! Oppure l’aria condizionata a -20 con tanto di pinguini che danzano in salotto anche se a casa non c’e’ nessuno, o le luci accese ad ogni ora tanto l’elettricita’ costa poco. Ok, dobbiamo parlarne, si vedono italiani e non con maglioncini della nonna da maggio ad ottobre perche’ al ristorante rischi una congestione gia’ all’antipasto!!! In compenso, alle 5 di pomeriggio sono tutti a correre o seduti al pub a bere qualcosa (i miei preferiti bevono kombucha…questa sconosciuta!) a godersi il pomeriggio passeggiando con la famiglia o gli amici perche’ il lavoro e’ importante, ma se faccio orario unico o lavoro da casa posso avere anche altri interessi! Oppure, e’ vero che il problema obesita’ o malattie come diabete e ipertensione c’e’, inutile negarlo, ma ci sono centri yoga ad ogni angolo e palestre in ogni condominio. Il primo giro di ricognizione della citta’ in quanto a palestre era stato emozionante…dovevo si’ trovare quello che faceva per me, ma la scelta era praticamente infinita per una persona attiva! Ci sono un sacco di parchi, il mio preferito e’ Freedom Park, a pochi passi dal centro, dove il tipico laghetto al centro e’ circondato da alberi e paperelle e nel pomeriggio e’ affollato di persone che si godono le belle giornate.

Un italiano a Charlotte non sara’ sicuramente mai a New York, dove trovi il pane cotto al forno e il gelato con un gusto diverso da zucchero e coloranti (sulla questione aperitivo dobbiamo ancora lavorarci su…ma lo so, siamo troppo viziati in tema cibo), o a Los Angeles, dove un volo diretto per Fiumicino ha un prezzo decente e puoi fare shopping a Santa Monica passeggiando per una vera via di negozi. Pero’ nella vita devi imparare ad adattarti alle circostanze: uno dei concetti base dello yoga e’ proprio “Santosha”, l’accontentarsi, apprezzando quello che si ha. Ed ecco che ti ritrovi a fare circa 1000 foto ogni volta che vedi uno scoiattolo, a passare un sabato sera di dicembre a fotografare a bocca aperta le case illuminate come in “Mamma, ho perso l’aereo”, a mangiare oat meal per colazione (una specie di porridge, avena cotta e frutta fresca), a fregartene se la signora fa la spesa in pigiama, a sostituire il pranzo dalla nonna della domenica con il brunch o ad andare a dormire presto il sabato sera perche’ si cena alle 7 e il ristorante alle 9.30/10 ti caccia perche’ l’orario di chiusura e’ davvero quello indicato sulla porta!

Abitare all’estero ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva, ti fa apprezzare cose che prima ignoravi, o davi per scontate. Ti fa venire quel senso della patria che si era un po’ perso, la voglia di condividere le proprie origini a chi te lo chiede, affascinato dalla nostra cultura, dalla storia e dai nostri meravigliosi paesaggi. Grattacieli, canyons, laghi, skyline, strade a 5 corsie, donuts fritti e glassati di crema al burro, e’ bello viaggiare e stupirsi. E’ bello camminare per strada e rispondere al saluto e al sorriso dei passanti, anche se poi il vicino di casa magari nemmeno sai chi e’. Prendere un’ espresso singolo da Starbucks nonostante lo sguardo perplesso della barista, insieme a decine di persone con il loro mezzo litro di caffe’ con ghiaccio e caramello.

Fare yoga al tramonto nel giardino della birreria, circondata da persone che si ritrovano a praticare senza giudicarti, senza fare caso al colore dei leggings in tinta con il top, o se hai la cellulite. Poi magari in piscina hai un costume di Intimissimi e ricevi una lettera dal condominio che ti richiama alla decenza… ma impari a muoverti tra le varie incoerenze con agilita’, come succede nella vita.

Ritrovarsi in un luogo dove c’e’ un’altra cultura, altre abitudini e un altro modo di vivere non e’ semplice, ma ti fa rivedere le tue priorita’. Un altro principio yogico che ritrovi a praticare e’ il non attaccamento, “Aparigraha” in sanscrito: alle cose materiali da cui ti devi separare nell’affrontare un trasloco oltreoceano, alle persone care che non puoi assillare di telefonate dato il fuso orario, alle abitudini a cui eri legato. Impari a fare delle scelte, delle selezioni, a capire quello che e’ davvero necessario e a rivalutare gli affetti, a goderti i momenti, le parole, i dettagli. Si cambia vita, ma soprattutto si cambia la prospettiva che si ha della vita. Svuotando una casa apprezzi la semplicita’ di quella vuota, nuova, che inizi a riempire consapevolmente, solo di quello che ti piace veramente, libera da quelle cose che avevi accumulato negli anni perche’ “mi fa brutto buttarle”. Riordinare lo spazio intorno a noi e’ il primo passo per mettere ordine dentro di noi…e tutto il resto trovera’ il suo posto!

AN ITALIAN IN CHARLOTTE, NORTH CAROLINA

When you say that you move or live abroad, obviously the first question is:

“Wow, where ???”

“Charlotte, North Carolina”

“Ah … (moment of pause, perplexed) … Where???”

Here we go, again. So let me practice Satya, the sincerity, the first of the principles of yoga that invites you to be true but respectful, telling you about Charlotte, North Carolina! This charming little town is located half way between New York and Miami on the East Coast of the United States. It immediately acquires tone and importance, right? Actually, we are far from the sea, 12 hours from the big Apple and about 10 from the beaches of Baywatch … but here the important thing is give a “cool” touch to what you say and say everything and the opposite of everything. It seemed to me that we, as Italian, try to confuse ideas to sell anything, and yet the Americans beat us! Kingdom of marketing, (please forgive me Charlotte’ friends), I love this way of making everything brilliant and fantastic! Positive thinking has practical demonstration at 360 degrees, the American dream in my opinion is exactly like this: if you can dream it, you can do it! I always think of the phrase “Dress for the job you want, not for what you are doing” because this is really the Country where you can achieve what you want, where if you have an idea you can develop it, and most likely someone will believe in you! Everything is not perfect, obviously, the contradictions are on the agenda, as are the extremes. For example, Charlotte is a city with over 2.4 million people, but the few Italians who live there can find themselves by chance in the same places … usually shopping or eating !! (But maybe this is an Italian characteristic …?!) The average age is 34 years and it is easily understood wandering around the most fashionable neighborhoods, where there are plenty of bars and places to eat, from the Mexican to the Japanese, passing from BBQ and pizzerias. Italian restaurants are counted on the tip of your fingers … the authentic ones in one hand … (sigh!) But the city is in full development and grows visibly!

Speaking of the neighborhoods, Charlotte is a green city, I mean… green for trees and parks, because if we talk about the environment I have some doubts on it … I was used to recycle like a second job … but here you make a nice plastic bag (when you go to the grocery you will get about 10/15 envelopes, the cashier still looks suspicious when I show my cloth bag!) and throw everything in a box because it all goes in the trash compactor … and I continue stubborn to divide plastic from paper, ignoring the truck in the morning! Or would you talk about the air conditioning at -20 with lots of penguins dancing in the living room even if there is no one at home?! Or the lights turned on at any time…you know, electricity is cheap. Ok, we have to talk about it, you see Italians and not with grandmother’s sweaters from May to October because in the restaurant you risk a congestion at the appetizer!!! On the other hand, at 5 o’clock in the afternoon they are all running or sitting at the pub to drink something (my fav people drink kombucha … this stranger!) to enjoy the afternoon, walking with family or friends because the work is important, but if I work at home I can have other interests too! Or, it’s true that the problem of obesity or diseases such as diabetes and hypertension are real, but there are yoga centers at every corner and gyms in every building. The first tour of the city in terms of gym was exciting … I had to find what he did for me, but the choice was endless for an active person! There are a lot of parks, my favorite is Freedom Park, a short walk from the center, where the typical lake in the center is surrounded by trees and ducks and in the afternoon it is crowded of people enjoying the beautiful days.

An Italian in Charlotte will certainly never be in New York, where you will find baked bread and ice cream with a taste different from sugar and dyes (on the Aperitivo issue we still have to work on … but I know, we are too spoiled in food theme), or in Los Angeles, where a direct flight to Fiumicino has a decent price and you can go shopping in Santa Monica walking through a real shopping street. But in life you have to learn how to adapt to circumstances: one of the basic concepts of yoga is “Santosha”, to be satisfied, appreciating what one has. And here you find yourself taking about 1000 pictures every time you see a squirrel, to spend a Saturday evening in December to photograph open-mouthed houses as in “Mom, I missed the plane”, to eat oatmeal instead cappuccino and croissant (a kind of porridge, cooked oats and fresh fruit), if you do not mind if the lady is shopping in her pajamas, replacing lunch by grandmother on Sunday with brunch or going to sleep early on Saturday night because is dinner at 7 pm and the restaurant at 9.30 / 10 pm is closing! Living abroad makes you see things from another perspective, makes you appreciate things that you previously ignored, or taken for granted. It makes you feel that sense of home that was a bit lost, the desire to share your origins to those who ask you, fascinated by our culture, history and our wonderful landscapes. Skyscrapers, canyons, lakes, skylines, 5-lane streets, fried donuts and glazed butter cream, it’s nice to travel and be amazed. It’s nice to walk down the street and respond to the greeting and smile of strangers, even if the neighbor maybe you even know who he is. Taking a single shot espresso from Starbucks despite the amused server, along with dozens of people with their half-liter of coffee with ice and caramel. Taking a yoga class at sunset in the brewery garden, surrounded by people who find themselves practicing without judgement, without paying attention to the color of leggings, or if you have cellulite. Then… probably at the pool area if you have an italian bikini you will receive a warning letter from the condominium … but you learn to move among the various inconsistencies with agility, as happens in life. Finding yourself in a place where there is another culture, other habits and another way of life is not easy, but it makes you review your priorities. Another yogic principle that you find yourself practicing is the non-attachment, “Aparigraha” in Sanskrit: to the material things from which you have to separate in addressing a move overseas, to the loved ones that you can not harass phone calls due to the time zone, at habits you were used to. Learn to make choices, selections, to understand what is really necessary and to re-evaluate the affections, to enjoy the moments, the words, the details. You change your life, but above all you change the perspective you have of life. Emptying a house you appreciate the simplicity of the empty, new one, which starts to fill consciously, only of what you really like, free from those things you had accumulated over the years because “it makes me bad to throw them”. Rearranging the space around us is the first step to put order within us … and everything else will find its place!

Luly

 

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