Romagna mia… Where do I come from?!

Da quando vivo negli States, devo dire che ho lavorato molto sul concetto di Svadhyaya, la conoscenza e la consapevolezza del se’, la ricerca e la pratica dell’equilibrio interiore. Ovviamente questo principio yogico si riferisce per prima cosa allo studio dei testi e all’utilizzo della meditazione come strumento della ricerca del se’, ma siccome sono una persona che ha bisogno di abbinare alla teoria la pratica, sono dovuta partire dalla ricerca primaria delle mie origini per capire cosa significa studiare e conoscere se stessi!

Quando mi chiedono da dove vengo, devo sempre pensarci un attimo per dare un giusto riferimento: “Tra Pesaro e Urbino, Urbino – Raffaello Sanzio” “Dal lato opposto di Firenze” “Rimini, conosci Rimini, Fellini…?”. Purtroppo, l’americano medio non conosce altro che la Toscana, Roma, Firenze, la Costiera Amalfitana e Venezia. Visto questo, puo’ bastare! Purtroppo tutta la parte delle Marche e Emilia-Romagna e’ ancora sconosciuta, o perlomeno meno famosa. E’ vero che nessuno in Italia allo stesso modo parla di Charlotte, Norh Carolina, ma piuttosto di New York, LA, Miami, o mica del paesino sperduto in Ohio! Quindi DEVO rendere omaggio alla mia Terra, quella in cui sono cresciuta, sempre divisa tra il confine tra Marche e Romagna. Devo ammetterlo, la Riviera Romagnola ha spesso avuto la meglio, con la sua anima giocosa e tentatrice. Piadina stracchino e rucola, tortellini, parmigiano e Sangiovese. D’estate passeggiata in Viale Ceccarini a Riccione, yoga in spiaggia al tramonto a Cattolica e locali a Rimini il sabato sera. Questa e’ l’atmosfera nella quale sono cresciuta. Da piccola ballavo il liscio per hobby, i latino americani da ragazzina, infine ho frequentato il primo centro yoga a San Giovanni in Marignano. Il paesino in cui abitavo e’ proprio sul confine tra le due regioni, quindi non era difficile passare da una all’altra in pochissimo tempo. La semplice piada acqua e farina ha spesso avuto la meglio sulla piu’ ricca crescia sfogliata tipica di Urbino, che pur e’ stata la patria della mia adolescenza e carriera scolastica, svettando sulla collina con il suo incredibile ed imponente fascino rinascimentale. Il calore e l’entusiasmo dei romagnoli e’ contagioso, d’estate esplode e devi decidere: o lo odi, o lo ami. Quel dialetto esuberante, tipico delle cantanti nelle balere e dei “vitelloni” da spiaggia, puoi ignorarlo e tirare dritto, oppure farti una sana risata e pensare che semplicemente sono fatti cosi’, accoglienti e alla mano, pronti a trascinarti in pista! Gia’ ad aprile le vie dei paesini sulla costa si animano delle prime bancarelle, le barche al porto vengono controllate e i bagnini assunti per la stagione. Gli alberghi lucidano le vetrate e preparano tavoli e sedie per le chiacchiere al chiaro di luna con la brezza che rinfresca l’aria, la spiaggia viene invasa da ruspe per sistemare la sabbia dopo le maree invernali e i lidi sistemano ombrelloni e lettini, pronti ad accogliere i primi turisti. Gli abitanti della zona ricominciano a passeggiare lungo la riva nelle belle giornate di sole, i ristoranti affacciati sul mare rimettono in uso le cucine e si preparano ai pranzi del Primo di Maggio, quando le compagnie di ragazzi affolleranno i locali, ordinando grigliata di mare e bottiglie di Verdicchio fresco. Ecco, quel vino che viene proprio dalle vicine Marche, dalle colline che si affacciano sul Conero, uno dei piu’ spettacolari panorami a picco sul mare della costa adriatica, con le sue acque cristalline e l’entroterra che regala pace con i suoi colori verdi e i casolari immersi nella campagna. La strada che si snoda lungo la costa e’ qualcosa che mi ha sempre affascinato e reso orgogliosa del posto in cui sono cresciuta, a meta’ strada tra mare e montagna. I dettagli, i colori, i panorami; da una parte l’Adriatico, dall’altra gli Appennini. Per non parlare della varieta’ di cibo, diverso appena cambi provincia, ma passione per la buona cucina che accomuna tutti.

A proposito… a Pesaro c’e’ una pizza per cui tutti mi prendono in giro quando la descrivo…anche gli stessi italiani che non sono del posto: la Rossini. Base margherita, uovo sodo e maionese come condimenti! Per qualcuno e’ un sacrilegio, pure per gli americani che mangiano qualsiasi salsa e la pizza hawaiiana (ananas e prosciutto cotto…vi prego,no.) alcuni conterranei si sono “convertiti”, tanti mi guardano ancora perplessi. Lo so, non e’ colpa mia se questa pizza mi fa impazzire!! Spesso si abbina pure al cappuccino la mattina, questione di gusti! Si dice che il grande compositore nato proprio a Pesaro ne avesse dato l’ispirazione per questa ricetta, fatto sta che tutti ne vanno matti in quella zona, oltre ovviamente a mille altre fantastiche ricette della cucina marchigiana. Riprodurre a casa in America una “crescia di Pasqua” o dei passatelli in brodo e’ una specie di celebrazione mistica, un’emozione che puoi provare solo quando sei lontano da certe abitudini! Ritrovi il piacere delle tradizioni, del profumo del caffe’ con la moka, della tovaglia a scacchi e del mattarello, che devi portarti in valigia perche’ quello americano e’ adatto solo per i cookies. Non e’ un sentimento triste o  nostalgico, e’ al contrario per me un modo per apprezzare davvero quello che ho qui, diverso, spesso completamente opposto, ma allo stesso tempo mantiene viva quella ricerca di equilibrio interno, per bilanciare passato e futuro. E’ una sfida a conoscermi piu’ a fondo, a ricorrere alle mie risorse interiori per adattarmi a nuove realta’. Dobbiamo vivere nel momento presente, giusto? Quindi se voglio un piatto di tagliatelle devo fare appello agli insegnamenti della nonna e cucinarmele, ora!

Vivere all’estero non e’ tutto rose e fiori, ma ti fa riscoprire e scoprire lati di te stesso che nemmeno conoscevi! E allora compri un paio di stivali e vai a ballare country, ricordando i balli di gruppo nella balera con i genitori da piccola, sperimenti ricette tipiche romagnole prima di correre a yoga, sei stanco del lavoro ma trovi il tempo per cucinare anche solo un piatto di spaghetti al pomodoro perche’ no, il fast food non fa per noi, nemmeno se stai morendo di fame. I donuts NON sono bomboloni alla crema, nemmeno lontanamente, ma questo mi fara’ apprezzare la prima colazione dopo l’atterraggio, quando sorridero’ al barista ringraziandolo per i 2 euro circa di cappuccino, e me ne andro’ in spiaggia senza preoccuparmi degli squali all’orizzonte. Nel frattempo, seguo il mercato NBA in attesa della stagione invernale. Ah dopotutto… Kobe Bryant e’ cresciuto a Reggio Emilia!

Since I live in the States, I have to say that I worked a lot on the concept of Svadhyaya, the knowledge and awareness of oneself, the study and practice of inner balance. Obviously, this yogic principle refers firstly to the study of ancient texts and the use of meditation as a tool of the inner search but since I am a person who needs to combine theory with practice, I had to start from the primary knowledge of my own roots!

When people ask me where I come from, I always have to think about it for a moment to give a proper reference: “Between Pesaro and Urbino, Urbino – Raffaello Sanzio” “On the opposite side of Florence” “Rimini, do you know Rimini, Fellini …?”. Unfortunately, American tourists knows nothing but Tuscany, Rome, Florence, the Amalfi Coast and Venice. Seen this, it can be enough, let’s go to Spain! Unfortunately, the whole part of the Marche and Emilia-Romagna is still unknown, or at least less famous. It is true that nobody in Italy likewise speaks of Norh Carolina, but rather of New York, California, Florida… nothing about Ohio! So I MUST pay tribute to my Earth, the one in which I grew up, always divided between the border between Marche and Romagna regions. I must admit, the “Riviera Romagnola” has often won, with its playful and tempting soul. Piadina with stracchino and arugula, tortellini, parmesan and Sangiovese wine. In the summer I went take a walk in Viale Ceccarini in Riccione, yoga on the beach at sunset in Cattolica and discos in Rimini on Saturday night. This is the atmosphere in which I grew up. When I was a child I danced “liscio” as hobby, then Latin American, and finally I attended the first yoga center in San Giovanni in Marignano. The village where I lived is right on the border between the two regions, so it was easy to move from one to another. The “piada” made by water and flour won on the more fat “crescia sfogliata” made in Urbino, which has been the home of my adolescence and scholastic career, standing on the hill with its incredible and imposing Renaissance charm. The warmth and enthusiasm of the people from Romagna is contagious, in summer it explodes and you have to decide: either you hate it, or you love it. That exuberant dialect, typical of the singers in the dance halls and the “latin lovers” atthe beach, you can ignore and pull straight, or get a good laugh and think that they are simply as they are, welcoming and ready to drag you on the track! In April, villages on the coast come alive with markets along the streets,  sailors check their boats at the pier and lifeguards are ready for the season. Hotels polish windows and people prepare tables and chairs, chatting under the moonlight, with the fresh breeze of the almost-summer, the beach is invaded by bulldozers to arrange the sand after the winter tides and owners arrange umbrellas and sunbeds, ready to welcome the first tourists. The inhabitants of the area begin to stroll along the shore on sunny days, the restaurants overlooking the sea put the kitchens in use and prepare for the lunches to celebrate First of May, when people will order grilled seafood and fresh Verdicchio bottles. “Verdicchio” , that wine that comes from the nearby Marche, from the hills overlooking the Conero, one of the most spectacular views overlooking the sea of ​​the Adriatic coast, with its crystal clear waters and the hinterland that offers peace with its green colors and the farmhouses immersed in the countryside. The road that winds along the coast is something that has always fascinated me and made me proud of the place where I grew up, halfway between sea and mountains. The details, the colors, the views; on one side the Adriatic, on the other the Apennines. Not to mention the variety of food, different just change province, but passion for good food that unites everyone.

By the way … in Pesaro there is a pizza for which everyone makes fun of me when I describe it … even the same Italians who are not local: Rossini pizza. Tomato and mozzarella base, boiled egg and mayonnaise as condiments! For someone it is a sacrilege, even for Americans who eat any sauce and Hawaiian pizza (pineapple and cooked ham … please, no.) some friends have “converted”, many still look at me perplexed. I know, it’s not my fault if this pizza drives me crazy !! It often goes well with cappuccino in the morning, a matter of taste! It is said that Gioacchino Rossini, the great composer born in Pesaro, gave them the inspiration for this recipe, the fact is that everyone goes crazy in that area, as well as a thousand other fantastic recipes of the Marche region. Baking at home in America a “crescia di Pasqua” (a special Easter Pie) or “passatelli in brodo” (pasta in a delicious chicken soup) is a kind of mystical celebration, an emotion that you can experience only when you are far from certain habits! Find the pleasure of traditions, the scent of coffee made by mocha, the tablecloth and the rolling pin, which you have to carry in your suitcase from Italy because the American one is only suitable for cookies. It is not a sad or nostalgic feeling, it is on the contrary for me a way to really appreciate what I have here, different, often completely opposite, but at the same time keeps alive that pursuit for internal balance, to balance the past and the future. It’s a challenge to get to know me more deeply, to be aware of my inner resources and to adapt to new realities. We have to live in the present moment, right? So if I want a plate of handmade pasta I have to think on Grandma’s teachings and cook them, now!

Living abroad is not all roses and flowers, but it makes you discover and re-discover sides of yourself that you did not even know! So buy a pair of boots and go dancing country, remembering the group dances in the dance hall with parents as a child, experience typical recipes of Romagna before running to a yoga class; you’re tired of work but you find the time to cook even a dish of spaghetti with tomato ‘cause no, fast food is not for us, even if you’re starving. Donuts are NOT “bomboloni alla crema” (similar to the german krapfen), not even remotely, but this will make me appreciate breakfast after landing, when I will smile at the barman thanking him for about 2 euros of cappuccino, and I’ll go to the beach without worrying about sharks on the horizon. In the meantime, I follow the NBA market waiting for the winter season. Ah after all … Kobe Bryant grew up in Reggio Emilia!

Namaste.

Luly

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