Abbi pazienza. Be patient.

Quante volte durante il giorno nominiamo la parola “pazienza”? Fateci caso. Io la sento ripetere fin da quando ero piccola. Quando giochi con un bambino piu’ piccolo e ti dicono che “devi avere pazienza”, quando non puoi fare qualcosa perche’ sei ancora troppo piccolo, quando “non e’ ancora ora”. Poi affronti le prime sfide, e magari non ci riesci “pazienza, sara’ per la prossima volta”, quando inizi a studiare e i risultati arrivano “con costanza e pazienza”. Vieni assunto per un lavoro e “hai appena iniziato, non puoi perdere la pazienza”, perfino quando fai uno sport “raggiungerai un obiettivo con determinazione, ma devi portare pazienza”. Potrei fare altri mille esempi, ma la costante rimane lei.  Nello Yoga, Titiksha o Titiksa, è la parola che indica: avere l’umiltà di concederci il tempo che serve, ad esempio a raggiungere un asana.

Ho avuto modo di sperimentare questo “sentimento” nel weekend in cui in North Carolina c’era l’allarme uragano Florence. Uno degli uragani piu’ lenti della storia; si muoveva a poche miglia orarie e ha dato a tutti l’impressione di “essere inseguiti da una tartaruga”. Per fortuna dove vivo non ha fatto troppi danni, ma quello su cui mi voglio concentrare e’ proprio quella sensazione per cui ti ritrovi a seguire costantemente le previsioni meteo, e questo ciclone invece sembra non arrivare piu’. Tutti chiusi in casa, scorte fatte, precauzioni prese, e Florence continuava a girare su stesso avanzando nel modo piu’ lento possibile, facendoti sentire davvero impotente e fermo davanti alla potenza di Madre Natura. Un po’ come quando devi prendere una decisione e non sai se sara’ quella giusta. Non sai quali saranno le conseguenze; puoi prevederle ma non averne la certezza, puoi prendere tutte le misure di sicurezza possibili, ma ci sara’ sempre un margine di errore. E allora esiti, ti muovi con cautela e circospezione.

Meditare e’ uno dei modi migliori per mettersi alla prova. Rimanere fermi senza fare nulla, se non sentire. I propri pensieri, le proprie paure, se stessi. Provate, nel mezzo di una giornata “tipo”, tra lavoro, casa, studio etc. a sedervi 10 minuti senza alcuna interferenza (telefono soprattutto) senza fare assolutamente niente. Solo chiudere gli occhi e respirare. Questa potrebbe essere una definizione di pazienza, oltre che amor proprio 🙂

Da tutta la vita mi alleno ad averne, e da tutta la vita ci “combatto”. Sono una persona abbastanza sicura di se stessa, ho imparato negli anni a contare e a credere in me. Ma ci sono delle volte in cui devo prendere una decisione, magari so anche che e’ quella giusta, ma se devo aspettare prima di vederla realizzata divento irritabile, nervosa e impaziente, appunto. Allora mi fermo, respiro e faccio appello a tutta la forza interiore per tornare ad essere calma e lucida.

Wikipedia definisce Pazienza: “la parola pazienza ha origine dal latino volgare patire (cfr. il greco pathein e pathos, dolore corporale e spirituale). La pazienza è la facoltà umana di rimandare la propria reazione alle avversità, mantenendo nei confronti dello stimolo un atteggiamento neutro. La pazienza è una qualita’ e un atteggiamento interiore proprio di chi accetta il dolore, le difficoltà, le avversità, le molestie, le controversie, la morte, con animo sereno e con tranquillità, controllando la propria emotività e perseverando nelle azioni. È la necessaria calma, costanza, assiduità, applicazione senza sosta nel fare un’opera o una qualsiasi impresa.”

Si direbbe un significato a prima vista negativo, ma io credo che essere pazienti sia proprio il contrario. E’ affrontare la vita con una calma costruttiva e positiva. A questo proposito, ho trovato molto bella questa affermazione di Thich Nhat Hanh: “Non cercate di sopportare, non sopprimete la vostra sofferenza, praticate soltanto per far sì che il vostro cuore si espanda come il fiume e allora non dovrete sopportare niente, non ci sarà bisogno di soffrire.
Questa è la vera pratica della pazienza. Nell’insegnamento buddhista la pazienza non è cercare di mandar giù l’ingiustizia o di sopportarla, ma di abbracciarla interamente con il nostro grande cuore.”

Quando aspettiamo qualcosa, quando ci sentiamo insofferenti o le cose non vanno come vorremmo, pensiamo a questo. Tornare al nostro respiro, al nostro cuore e cercare quello che e’ giusto per noi, all’interno di noi stessi. Dobbiamo ‘soltanto” avere la pazienza di accettarci e ascoltarci.

How many times during the day do we mention the word “patience”? Notice that. I hear repeat it since I was a child. When you play with a younger child, they tell you that “you must be patient” when you cannot do something because you are still too young, when “it is not the right time yet”. Then facing with the first challenge, and maybe you cannot do it “be patient, it will be for the next time”, when you start studying and the results come “with constancy and patience”. You are hired for a job and “you have just started, you cannot lose patience”, even when you play sport “you will reach a goal with determination, but you must be patient”. I could do a thousand other examples, but the constant remains “Patience”. In Yoga, Titiksha or Titiksa, is the word that indicates: having the humility to give us the time it takes, for example to be in an asana.

I had the chance to experience this “feeling” on the weekend when the Hurricane Florence warning was released in North Carolina. One of the slowest hurricanes in the history; it moved a few miles per hour and gave everyone the impression of “being chased by a turtle”. Fortunately, where I live, it did little damage, but what I want to focus on a feeling. The one where you find yourself constantly checking the weather forecast, and this cyclone does not seem to get there anymore. Everybody closed in the house, stocks made, precautions taken, and Florence continued to turn on itself, advancing as slowly as possible, making you feel really helpless and steady under the power of Mother Nature. A bit like when you have to make a decision and you do not know if it will be the right one. You do not know what the consequences will be; you can foresee them but do not have the certainty, you can take all the possible security measures, but there will always be a margin of error. And then you hesitate, you move with caution and circumspection.

Meditating is one of the best ways to test yourself. Stay still without doing anything, except for feeling. Your thoughts, your fears, yourself. Try, in the middle of a “typical” day, between work, home, study… to sit for 10 minutes without any interference (especially cellphone) without doing anything at all. Just close your eyes and breathe. This could be a definition of patience, as well as self-love 🙂

During all my life I train to have it, and for all my life we ​​”fight”. I am a pretty confident person, I have learned over the years to count and believe in me. But there are times when I have to make a decision, maybe I also know that it is the right one, but if I have to wait before seeing it realized, I become irritable, nervous and impatient, tho. Then I stop, breath and I appeal to all the inner strength to return to being calm and bright.

Wikipedia defines Patience: “the word patience originates from the Latin vulgar suffering (see the Greek pathein and pathos, bodily and spiritual pain) . Patience is the ability to endure difficult circumstances such as perseverance in the face of delay; tolerance of provocation without responding in annoyance/anger or forbearance when under strain, especially when faced with longer-term difficulties. Patience is the level of endurance one can have before negativity. It is also used to refer to the character trait of being steadfast. Antonyms include hastiness and impetuosness ”

Negative meaning at first glance, but I believe that being patient is just the opposite. It is facing life with a constructive and positive calm. In this regard, I found this statement by Thich Nhat Hanh that I like very much: “Do not try to endure, do not suppress your suffering, practice only to make your heart expand like the river and then you will not have to endure anything, there he will need to suffer.
This is the real practice of patience. In Buddhist teaching patience is not trying to swallow injustice or endure it, but to embrace it entirely with our great heart. ”

When we wait for something, when we feel impatient or things do not go the way we want, we think about this. Return to our breath, to our heart and look for what is right for us, within ourselves. We must ‘only’ have the patience to accept and listen to us.

Luly

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