Ho smesso con lo yoga / I’m done with yoga.

E’ un venerdi’ come un altro: pulizie, impasto per la pizza, lezione di Tai Chi e poi una sessione di coaching. Parlo come al solito della mia vita, delle mie ferite, scavando nelle pieghe dell’anima. Sono anni che rigiro il coltello nella piaga, ma da qualche tempo a questa parte l’insofferenza la fa da padrone, complice l’arrivo di una pandemia che a messo alla prova anche le personalita’ piu’ indistruttibili, credo. Vorrei dirvi in modo semplice cosa faccio, da quando ho deciso di lasciare l’ufficio per dedicarmi alla crescita personale. Che poi, tutti cresciamo senza doverci nemmeno impegnare piu’ di tanto, ma io ho deciso di intraprendere un percorso fatto di pratica fisica, terapia e ricerca della mia spiritualita’ nello stesso momento in cui mi sono trasferita all’estero. Tradotto…spremermi come un limone! Ho passato gli ultimi anni in un vortice di emozioni, cambiamenti, corsi, prove e sfide che a pensarci bene mi chiedo come mi sia venuto in mente di pensare anche solo ingenuamente che sarebbe stata una passeggiata al profumo di incensi e hamburger! Ma torniamo al titolo buttato come un sasso in mezzo al lago. Non sono impazzita, ho solo deciso che per essere libera di esprimermi ho bisogno di lasciare andare quello che mi sta stretto. Chi mi conosce sa che dopo il corso per insegnanti di Yoga, ho iniziato a frequentare un corso di Tai Chi e Qigong che mi ha cambiato la vita. In punta di piedi, con la calma e la gentilezza tipiche delle discipline orientali, ho capito che per capire davvero chi siamo dobbiamo prima spogliarci di tutto quello che NON siamo. Tornare alla semplicita’ di un sorriso come unico ornamento del viso e pensare a quello che ci fa stare davvero bene, prima di un tappetino da 100 dollari sotto ai piedi. Ho smesso con lo yoga significa che prendo tutto quello che ho imparato negli anni e lo custodisco nel bagaglio della mia esperienza, ma non mi definisco piu’ insegnante di yoga. Continuo a tenere lezioni, a condividere quello che so, ma ho staccato l’etichetta come faccio dai miei vestiti. Cosi’ posso dirvi che pratico quotidianamente Yoga, Tai Chi, Qi Gong, Meditazione, canto e ballo in soggiorno, e questa e’ diventata la mia disciplina. Un mix di principi in sanscrito, coreano con un tocco di italianita’ e ritmi latini! Questo vorrei condividere, una lezione libera dalle etichette. E poi vorrei condividere la mia esperienza di italiana che parte dal suo paesino pensando di spaccare il mondo. E il mondo quasi spacca lei, fragile e vulnerabile come non volevo ammettere di essere. Ma cosa c’e’ di male ad ammettere che si puo’ soffrire, in questa vita? Che ci sono giornate di merda nelle quali vorresti scomparire o avere una bacchetta magica che ti pulisca casa e cucini per te, come faceva la mamma quando eri piccola. In cui piangi e t’incazzi con te stessa per essere cosi’ sensibile e suscettibile. E poi ci sono giorni in cui ti svegli e ringrazi anche il gatto di esserci, ti prepari una colazione di pancake e sciroppo d’acero guardando alla finestra gli scoiattoli che giocano in giardino. No, non sei bipolare, sei un’ expat che si sente con i piedi appoggiate in due parti di mondo lontanissime tra loro. Questo per dire che quando decidi di cambiare vita, la vita cambia per davvero. E non magicamente da un giorno all’altro. Te la devi costruire, ora dopo ora. Quelle ore che all’inizio mi sembravano interminabili, da sola, in una casa grande e silenziosa. Non ero sola veramente, ma cosi mi sentivo. Vi ho gia’ parlato dell’ansia e mi sono rotta di sentir parlare di metodi miracolosi per eliminarla. L’ansia continuera’ a bussare alla tua porta fino a che capirai perche’ ti sta venendo a trovare. Nel frattempo, dovrai armarti di santa pazienza e offirle un caffe’ coi biscotti. Vorrei proprio parlarvi di questo processo, del viaggio. Di come lo affronto, degli strumenti e delle discipline bellissime che ho scoperto lungo la via. Dei maestri e dei mostri che ho incontrato. Dei grattacieli americani che ti sbattono in faccia il senso di grandezza e dei cieli infiniti sulle strade sempre dritte. Di un percorso che sto ancora percorrendo. Non ho scorciatoie da suggerirvi ma un consiglio si’, quando non sapete cosa volete, chiedetevi prima che cosa NON volete.

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It’s a Friday like any other: cleaning, pizza dough, Tai Chi lesson and then a coaching session for the program I’m studying. I speak as usual of my life, of my wounds, digging into the folds of the soul. I have been turning the knife in the wound for years, but now I’m done, thanks to the arrival of a pandemic that has tested even the most indestructible personalities, I think. I have always had a hard time describing myself, especially since I decided to leave the office and dedicate myself to personal growth and the holistic world. Well, we all grow without even having to commit ourselves too much, but I wanted to take a path made of physical practice, therapy and research of my spirituality in a total new country on the other side of the world. Translated … squeeze me like a lemon! I spent the last few years in a whirlwind of emotions, changes, courses, trials and challenges that thinking about it I wonder how it came to my mind to even naively think that it would be a walk with the scent of incense and hamburgers! But let’s go back to the title thrown like a stone in the middle of the lake. I am not crazy, I just decided that to be free I need to let go of few things. A few years ago I become a Yoga teacher and then I started attending a Tai Chi and Qigong course that changed my life. On tiptoe, with the calm and kindness typical of oriental disciplines, I realized that to really understand who we are we must first strip ourselves of all that we are NOT. Go back to the simplicity of a smile as the only ornament of the face and think about what makes us feel really good, before a $100 mat under our feet. I quit yoga means that I take everything I have learned over the years and keep it in the baggage of my experience, but I no longer define myself as a yoga teacher. I continue to practice, to share what I know, but I pull the label like that off my clothes. So I can tell you that I practice Yoga, Tai Chi, Qi Gong, Meditation, singing and dancing in the living room every day, and this has become my discipline. A mix of Sanskrit and Korean principles, with a touch of italian style and latin music. This I would like to share, a lesson free from labels. Then I would like to share my experience as an Italian that starts from her village thinking of breaking the world. And the world almost breaks her, fragile and vulnerable as I didn’t want to admit I was. But what’s wrong with admitting that you can suffer in this life? That there are shitty days when you would like to disappear or have a magic wand to clean your house and cook for you, like your mom did when you were just a child. You cry and get mad at yourself for being so sensitive and susceptible. And then there are days when you wake up and thank the cat for being there, make yourself a breakfast of pancakes and maple syrup while watching the squirrels at the window. No, you are not bipolar, you are an expat who feels her feet resting in two parts of the world very far from each other. This is to say that when you decide to change your life, life really changes. And not magically overnight. You have to build it, hour after hour. Those hours that at first seemed interminable, alone, in a large and silent house. I wasn’t really alone, but that’s how I felt. I have already talked to you about anxiety and I have enough hearing about miraculous methods to get rid of it. Anxiety will keep knocking on your door until you understand why it’s coming to find you. In the meantime, you will have to arm yourself with holy patience and offer her a coffee with cookies. I would really like to tell you about this process, about the journey. How I approach it, the beautiful tools and disciplines that I discovered along the way. Of the masters and monsters I’ve met. American skyscrapers slamming their abundance in your face and endless skies over infinite streets. Of a path that I am still following. I have no shortcuts to suggest you but a simple advice yes: when you don’t know what you want, ask yourself first what you DON’T want.

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